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Pianificazione aziendale...ma cosa è?

Aggiornato il: mar 26

In primo luogo, la pianificazione aziendale è compito dell'imprenditore, dei dirigenti e dei consulenti. La pianificazione non è un fatto né tattico né operativo, quantomeno fino a che non si porta la strategia in esecuzione.

La pianificazione aziendale si compone di strategia e tattica, in questo ordine. Dal generale allo specifico.

In linea di principio pianificare a livello aziendale significa:

- fissare un obiettivo ed il lasso temporale in cui deve essere raggiunto. L'obiettivo può essere numerico, ad esempio vendere 1oo mila pezzi entro tre anni, oppure non numerico, ad esempio diventare il player di riferimento sul mercato o concludere in contratto di esclusiva con la società X etc. Fondamentale è che sia specifico;

L'importante è che se l'obiettivo è una grandezza misurabile, ad esempio il fatturato, venga espresso in numeri; "aumentare il fatturato" non è un obiettivo, è un'intenzione. Aumentare il fatturato a 10 milioni di euro è un obiettivo. Se poi sia sostenibile o meno, è un'altra storia;

- immaginare una concatenazione di eventi, senza entrare nello specifico (ricordiamo sempre la differenza tra strategia e tattica). Ad esempio, immaginare tutti i passi che un'azienda deve compiere per produrre un bene e poi venderlo sul mercato, per raggiungere i 10 milioni di fatturato;

- identificare e delineare le relazioni logiche rispetto alla concatenazione di eventi immaginata. Ovvero la strategia deve essere sostenuta da una logica;

- scrivere la strategia su un documento fisico (carta, non solo su PC);

- tradurre la strategia in numeri, quindi redigere il business plan triennale o quinquennale;

- portare la strategia a livello operativo (tattica), quindi identificare i mezzi necessari e le concrete azioni da compiere;

- portare il business plan a livello operativo, attraverso i budget;

- dare esecuzione alle azioni (se non si fa nulla, non accade nulla...);

- monitorare periodicamente i risultati raggiunti;

- comprendere la ragione delle differenze tra quanto pianificato e quanto realizzato;

- correggere rapidamente il tiro ove necessario. E’ di capitale importanza la capacità dell’imprenditore di riconoscere ed imparare dai propri errori.

La strategia aziendale, e quindi il modello di business, costituendo l'ossatura ideale dell'azienda, deve essere modificata se e solo se si vuole modificare l'azienda nel suo "core". Cambiare strategia aziendale significa variare le dinamiche aziendali fondamentali (non sempre si tratta di stravolgimenti, a volte sono sufficienti cambiamenti nei punti giusti), e spesso è l'unico modo per arrivare al successo. Cambiare target di clientela è strategia, cambiare condizioni di pagamento è tattica.

Se la strategia è sbagliata, ovvero non porta al raggiungimento dell'obiettivo, allora va ripensata, modificando il modello di business. Ciò non va mai fatto alla leggera e senza l'assistenza di un consulente specializzato come ADFASER.

Prima di cambiare la strategia, nel caso non si riesca a raggiungere gli obiettivi prefissati, può essere opportuno effettuare cambiamenti tattici, che devono essere riflessi nel Business plan.

Purtroppo, moltissimi imprenditori, per svariati motivi non si prendono la briga di fare strategia.

Non è inusuale vedere imprenditori partire, nella propria idea di business, dal prezzo di vendita, dal logo, dall'acquisto dell'immobile ove si vuole svolgere l'attività è così via. Nulla di più sbagliato.

L'imprenditore che vuole vincere il mercato deve prima pensare a livello strategico e poi a livello operativo. I pensieri e le azioni devono essere svolte nel giusto ordine.

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